Le avventure di Tintin – Il segreto dell'Unicorno

Le avventure di Tintin – Il segreto dell'UnicornoTintin si sta facendo fare un ritratto in piazza. Viene disegnato proprio come nel fumetto. In un mercato, mentre torna a casa con Milù, trova in vendita la riproduzione di una nave. È l’Unicorno e, subito dopo averla comprata, due uomini gli offrono una cifra elevata: Tintin rifiuta. Con la nave ormai a casa, gli viene la curiosità di conoscerne la storia. Ma degli sconosciuti gli entrano in casa e gliela rubano. Quale segreto nasconde l’Unicorno? Così Tintin, accompagnato da Milù, inizia l’avventura per svelarlo, che li porterà in giro per il mondo…

Cosa abbiamo?

  • Un film diretto da Steven Spielberg, girato in digitale, renderizzato in 3D e animato dagli studi di Peter Jackson.
  • Una storia basata sulle avventure di Tintin, un tributo all’opera (il disegnatore che fa il ritratto a Tintin nella prima scena è ritratto come Hergé in persona).
  • Un regista e un produttore appassionati del personaggio.
  • Un progetto lungo, iniziato nel 1983 con l’acquisto dei diritti di Tintin da parte di Spielberg.
  • Il primo film della trilogia di un progetto ambizioso: ricreare il mondo ideato da Hergé.

Cosa non abbiamo?

  • Una riproduzione letterale de Il segreto del Liocorno.
  • Un 3D ingiustificato.
  • Riferimenti politici o critica sociale.

Qual è il risultato?

Un film d’animazione curato, realizzato con attenzione, con un 3D che dà profondità, realismo alle scenografie e alle scene d’azione. I paesaggi sono spettacolari. La sceneggiatura trasmette il mistero e risveglia la curiosità che trovavamo nel fumetto. I personaggi rispettano l’essenza dell’originale: Tintin è curioso, intelligente, coraggioso, giusto e avventuroso; Milù è il cane che lo accompagna sempre e lo aiuta in tutto ciò che può; Dupont e Dupond mantengono la dabbenaggine e il senso del dovere che li caratterizzano; e il capitano Haddock… be’, è il capitano Haddock! Anche fisicamente le caratterizzazioni sono molto riuscite (nonostante il volto asessuato di Tintin). La sceneggiatura è basata su Il granchio d’oro, Il segreto del Liocorno e Il tesoro di Rackham il Rosso, il che può portare i più critici a qualche confusione sulla fedeltà della storia, dato che il titolo rimanda a uno solo dei tre.

Per chi non conosce Tintin, qui troverete il mistero e le avventure del personaggio, mescolati a momenti di grande azione. Già nel 1981 fu messo a confronto con I predatori dell’arca perduta (fu allora che il regista si interessò a lui); le somiglianze ci sono, perciò se ti piacciono i film di questo genere può interessarti. Si rivolge a un pubblico giovane (come il fumetto), anche se la trama è abbastanza interessante anche per gli adulti (soprattutto per i nostalgici). Pur essendo d’animazione, non lo consiglierei ai più piccoli.

Il film è divertente e, come introduzione al mondo di Tintin, una meraviglia. Pare dunque che Hergé avesse ragione quando disse che «Spielberg è l’unico che potrebbe rendere giustizia a Tintin». Vedremo che cosa farà con il secondo il prossimo regista, Peter Jackson: le basi sono già state poste.

Molto consigliato, nostalgia rinnovata.